La chiesa di Santa Maria Omnia Sanctorum, detta anche Chiesa di Ognissanti o Santuoro, si trova nella zona più antica
del paese che veniva indicata come la Giudecca. Successivamente fu definito "Rione Ognissanti", l'insieme delle abitazioni che circondavano la chiesetta.
L'esterno si presenta semplice nella struttura con un portone di legno, in cima un campanile a vela. Contiene campane ; la più grande risale al 1635 e la più piccola fu
fabbricata nel 1750. Sul cornicione della navata, tra un finestrone e l'altro, sono inserite delle frasi alla Vergine. Sulla sinistra, accanto alla porta d'ingresso acquasantiera in pietra a forma di conchiglia, rispecchia la semplicità e la povertà della chiesetta. La
chiesa dovrebbe essere sorta nell'XI secolo, come attestava una vecchia pergamena ritrovata durante i lavori di rifacimento del 1857 e poi andata perduta. L'attestazione in latino
diceva: <<Questa casa di Dio fu edificata a spese del popolo nell'anno 1107>>. Il primo registro parrocchiale rinvenuto risale al 1589 e si ha notizia che fosse
una delle parrocchie più importanti di quel tempo. Nel 1700 la chiesa aveva, oltre all'altare maggiore, altre cinque cappelle gentilizie. Nel 1806 fu devastata e saccheggiata dai
francesi, fu restaurata nel 1857. Poichè le Fondazioni non erano abbastanza solide, negli anni successivi subì diversi consolidamenti. La Chiesa è stata Parrocchia fino al
1986, anno in cui è passata sotto la giurisdizione della Parrocchia di San Pietro. In fondo alla navata, sul piccolo presbiterio sollevato da un gradino, vi è
un altare in muratura e su di esso una nicchia che contiene la Madonna di Ognissanti. La statua fu scolpita direttamente nella pietra,
probabilmente da un muratore. Si narra che i francesi, durante il saccheggio, volevano distruggerla togliendola dalla nicchia, ma non riuscendovi, ruppero uno dei piedi, il cui
pezzo si conserva ancora oggi nella sagrestia. La statua della Madonna di Ognissanti, se pur non possiede tanto valore artistico, ha la sua importanza storica ed un certo
fascino per il suo carattere un po' primitivo. Lungo la navata, sul lato sinistro, incorniciata da stucchi, si trova una tela settecentesca raffigurante
una Crocifissione. Più avanti si conserva un pulpito-confessionale in legno. Sul cornicione, sempre sulla sinistra, si aprono tre finestroni che
assicurano una discreta illuminazione alla Chiesa. Nella stessa cornice di stucchi, una tela della recente Madonna del Rosario è stata eseguita
dall'artista locale Ida De Rosis. E' da notare la graziosa Via Crucis in gesso, policroma risalente agli inizi del secolo scorso Vicino all'altare maggiore, sul
lato destro, si apre una cappella appartenuta ai Baroni De Rosis, un altare con in muratura e su di una tela settecentesca. Nella cappella, un'altra tela del
1857, dipinta da Gaetano Adamo rappresenta una Madonna con San Giorgio. il tetto in cassettoni risale al XVIII secolo. E' da notare che sul
lato destro, rispetto alla porta, sul cornicione i finestroni sono solo finti. Sulla porta d'ingresso vi è la Cantoria dove è conservato un piccolo organo con
canne realizzato da Domenico Magini.